Piegati dal vento... ma sempre in piedi

La "crociera delle ostriche" prevedeva la rotta da Lavagna a Nizza, un plateau royale stracolmo di ostriche, frutti di mare, ed altre prelibatezze... un programma perfetto, che già pregustavamo...
Sabato 28/04 il Meteomar dava burrasca da SE in corso su mar Ligure, mar di Corsica, localizzata verso il ponente della Liguria. Tirreno settentrionale: vento da SE F4 mare mosso. Bisogna cambiare destinazione, andare verso Capraia/Elba con una rotta che punta su Capo Corso per decidere poi in base alla condizioni di mare e vento di arrivarci o di puntare su Saint Florent.

Le barche First 40.7 (Giovanni) e un Sun Odissey 45.3 (Stefano). Quest'ultima barca presa da un charter, da una sensazione di robustezza, randa e fiocco avvolgibili, motore da 100CV, dispone a prua di una cala vele ampia con chiusura del passauomo esterna. La randa avvolgibile con poco vento non rende ma quando c'è vento forte il suo taglio con allunamento negativo la rende ottima.

Con un fazzoletto di vele

Franchi da Lavagna alle 11.00, prima a motore poi vela e motore e poi solo a vela. Arriva il SE montano vento e mare. Con un fazzoletto di vele di bolina larga arriviamo e leggere sino a 9,8 nodi di velocità con un vento reale che a volte supera i 25 nodi. Si decide per St.Florent per proteggersi dal mare che continua a salire. Un bollettino francese da un avviso di burrasca F7 su capo corso.

Entriamo nel golfo di St.Florent, protetti dal dito, mancano ancora circa 20 miglia, ma il più è fatto. Finito il mio turno mi stendo nella cuccetta nella cabina di SX di prua, la testa rivolta a prua, separata dalla cala vele da una parete di legno. Fuori però arriva il vento F7 che solleva rapidamente mare e si sente che batte forte sulla barca.

C'è un po' di acqua sulla cuccetta, cerco di capire da che parte entra, non capisco, cerco di dormire ma i colpi che la barca prende lo rendono difficile. Fuori è buio pesto, saranno le 2/3, il motore gira forte la barca avanza arrancando, poi sento una serie di colpi forti dello scafo che salta sulle onde, sento delle gocce sul viso, rumore di acqua dietro la testa. Mi alzo e vedo da dentro, l'acqua di una onda che arriva sino al pozzetto.

"Avvicinatevi imbarchiamo acqua"

(Giovanni) Sul First 40.7 il mare e le onde si sentono molto di più. E' una barca sportiva, molto leggera, senza paraspruzzi... In pozzetto fa un freddo cane, arrivano spruzzi ad ogni onda, la barca salta come un cavallo imbizzarrito. Siamo tutti piuttosto fradici, Stefania, un'amica che si è fatta trascinare all'ultimo un po' per caso, è stravolta, non ha esperienza di vela, è stanca, forse ha la febbre, si mette a riposare sul divano in dinette... ma quello quello sopravento!!

Ad un certo punto, all'ennesimo salto della barca, con la coda dell'occhio vedo un'ombra che vola e mezz'aria in dinette... e subito dopo un tonfo che sentono tutti, nonostante il frastuono del vento! Ci affacciamo e troviamo una sagoma sul paiolo... "leggermente" dolorante. Ma Stefania è una ragazza tosta, si rialza come niente fosse, e riprende a riposare (già al mattino non avrà più febbre e sarà un fiore)

Mentre sono sotto coperta sento che ci chiamano alla radio, è Valter, abbozza un "avvicinatevi, stiamo imbarcando acqua", e poi attacca senza darci spiegazioni, gettandoci nel panico

Siamo ormai a motore, con 30 nodi di vento sul muso, la prua che salta, sulla sinistra vediamo le luci della costa... sempre ferme! Onde e vento ci fanno avanzare a poco più di mezzo nodo, vediamo la luce di poppa dei nostri amici, ma, anche aumentando i giri non riusciamo ad avvicinarci... o si fermano loro, o non li prendiamo...

Con la barca allagata

(Valter) Entro della cabina di DX di prua, vedo dell'acqua uscire da uno sportello in legno che consente di vedere dentro la cala vele. Mi avvicino, lo sportello si apre di colpo ed entra un fiume di acqua! La cala vele, diciamo 2 m3 di
spazio è inondata d'acqua. Acqua in barca, sopra il livello del pagliolato.
Avviso fuori, Dario corre alla cala vele, Stefano riduce la velocità della barca. Il passauomo si è aperto, le onde entravano in cala vele e da qui nella barca. Chiamo la barca di Giovanni, per farla avvicinare.

Stefano predispone la zattera di salvataggio

mentre Stefano predispone la zattera di salvataggio iniziamo a sgottare a mano, buttando l'acqua nei lavandini, apriamo lo scarico delle docce, azioniamo la pompa manuale di sentina e quella elettrica. Dopo alcuni minuti l'acqua inizia a scendere, solo ora abbiamo la conferma che la via d'acqua è stata individuata. Stefano conduce la barca io ed altri continuiamo a sgottare per oltre una ora. Un ottimo equipaggio tutti hanno fatto la loro parte senza timore. La paura ti prende anche se non te ne accorgi, la gola diventa secca, molto secca.

Analisi all'alba di St.Florent

All'alba nel porto di St.Florent a togliere tutto ciò che il mare ha inzuppato e a vedere il passauomo l'ipotesi è che le leve esterne del passauomo abbiano ceduto sotto i colpi delle onde. E' bastato stringere meglio un paio di viti per migliorarne la tenuta.

Si torna a casa, pieni di esperienza

Il ritorno da St.Florent di traverso/bolina larga è stato veloce, circa 100 miglia in 14 ore con un mare tranquillo.

A Lavagna abbiamo segnalato all'armatore il problema, anche lui sorpreso
la barca naviga da anni è curata nella manutenzione. L'imponderabile accade e una catena di eventi amplifica il tutto. Abbiamo consigliato di inserire un sistema per impedire che per errore o per cedimento del sistema di chiusura il passauomo di prua si possa aprire e di consentire la visione della cala vele dalle cabine di prua. Se entra acqua nella cala vele circa 2 tonnellate d'acqua fanno ingavonare la barca e questo crea una condizione di rischio.
Nel protocollo di sicurezza per la navigazione costiera ed altura bisognerà inserire anche il controllo periodico delle chiusure con tempi da definirsi in base alle condizioni meteo.

(Valter)

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