| Corso Navigazione d'Altura Il racconto dell’indimenticabile esperienza vissuta durante il corso (24-26 Marzo): dalle proibitive condizioni metereologiche, alle evoluzioni dei delfini |
|
Venerdì 24 Marzo ore 11:30 Gli equipaggi a fronte del bollettino fornito da Meteomar decidono il piano di navigazione. Bollettino Perturbazione in passaggio sul Mar Ligure e Tirreno nella giornata di Venerdì 24. Sabato e Domenica prevista alta pressione livellata su tutti i mari adiacenti la penisola italiana. Situazione: Mare: 4 (mosso); Vento: SE 5; Cielo: pioggia Tendenza: Mare: 4; Vento: NE 4; Cielo: Nuvoloso Tendenza 12 ore successive: Mare: 4; Vento: W2; Cielo: Parzialmente Nuvoloso Piano di navigazione
Destinazione: Macinaggio Rotta vera: 195° per 70 mg Partenza: ore 14:00 Arrivo previsto: dopo 15-17 ore
ore 14:30 Partenza!!!! Pioggia insistente e cielo grigio all'orizzonte. ore 15:45 Tino al traverso, si issano le vele Mare formato e confuso. Vento di 15 kn al traverso. Velocità di crociera: 5kn ore 16:15 Mare aperto. Mare sempre più formato quasi al traverso. Rinforzo di vento SE fino a 20-24 kn al traverso. Velocità di crociera: 6kn Si riduce la velatura. Situazione a bordo non ideale, si annunciano i primi segni di nausea dovuti al gran rollio della barca. ore 16:45 Mare aperto. Mare molto agitato. Ulteriore rinforzo di vento SE fino a 27 kn al traverso. Si prende la seconda mano di terzaroli. Velocità di crociera: 6-7kn Situazione a bordo molto critica. Risulta difficoltoso mantenere la rotta per via del forte rollio, la barca è molto instabile, il timone è molto leggero. Tutte le persone sono in coperta e assicurate con le cinture, nessuno si arrischia di scendere in cabina. Ci ha provato il capitano con pessimi risultati: mal di mare. La nausea si è trasformata in mal di mare per 2/3 dell' equipaggio, chi non è ancora stato male dichiara comunque di non essere al 100%. ore 16:50 La situazione a bordo è preoccupante. Continua lo strazio del mal di mare per 2/3 dell' equipaggio. E' ragionevole pensare che nelle prossime ore le condizioni del mare debbano ancora peggiorare, inoltre il vento continua a rinforzare. Ci sono ancora 55 mg da percorrere e la notte si avvicina. Si comunica al Capo flottiglia la situazione e le preoccupazioni. ore 16:52 Si decide di mettere in atto un piano alternativo. Si abbandona l'idea di andare a Macinaggio e si fa rotta verso la terra ferma. Si deciderà poi dove rientrare a secondo delle condizioni del mare. ore 20:30 Siamo a qualche miglio dalla costa. Rotta 15° Mare poco mosso, onda lunga al giardinetto. Vento SE 3-4 Si decide di rientrare a Fezzano. ore 22:30 Ormeggio. Finalmente con i piedi a terra!!!!! Questo è quello che la maggior parte dei partecipanti ha pensato in quel momento, istruttori compresi. Il resto è stata una passeggiata.
|
|
Difficoltà dovute alla mia poca esperienza trascorsa in barca, in termini di ore di mare fin qui accumulate. Difficile è anche racchiudere in poche righe l'esperienza di questi giorni, che sono state per me molto densa di aspetti anche tra loro differenti. Nell'imparare ad affrontare una navigazione lunga, non ci si trova di fronte solo alla cura e alla attenzione dei diversi aspetti che questa comporta, come lo studio dettagliato del meteo e della sua evoluzione, una cambusa adeguata, l'organizzazione dei turni, la verifica dell'attrezzatura e delle dotazioni di sicurezza dell'imbarcazione. Ma bisogna anche saper valutare e affrontare le innumerevoli variabili che poi si presentano, e prendere di conseguenza le decisioni più giuste.
Il primo giorno di navigazione è stato una condensato di sensazioni. Ascoltato il bollettino meteo, stabilita la rotta e l'ora di partenza, le due barche sono uscite dal porto. Per me si trattava della seconda volta che mi trovavo con una condizione di mare che non si poteva certo definire calmo. Anche freddo e la pioggia ci si erano messe rendere la navigazione non proprio piacevole. La lotta psicologica contro il mal di mare credo sia iniziata immediatamente dopo l'uscita dalla diga foranea, isolando credo me stesso dal resto dell'equipaggio. Tanto che i ricordi vivi di quelle otto ore di navigazione sono solo quelli passati al timone, compresa la virata per tornare indietro una volta che gli istruttori avevano constato che le condizioni degli equipaggi in questa situazione non erano tali da consentire una lunga navigazione, se non a costo di molta sofferenza. Che certo non era l'obbiettivo del corso.
Paolo |